Quando l’attacco alla persona, in mancanza di validi e fondati argomenti, diventa un biglietto da visita.

Due amici si ritrovano al bar:

”Di cosa stava parlando quel tipo?”

”Ma chi? Il cameriere?”

”Si.”

”Blaterava che hanno appena scoperto un nuovo sistema planetario in cui forse potrebbe essere presente la vita.”

”Ed è vero?”

”Ma gli dai pure retta? E’ solo un cameriere, mica uno scienziato.”

”Si, va bene, ma è vero quello che ha detto o no?”

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In questa ipotetica discussione si possono notare dei palesi difetti nel ragionamento logico posti in essere da uno dei due amici: attaccare il cameriere in base alla sua attività professionale, estranea a determinati ambiti, cercando quindi di screditare i suoi argomenti evitando di analizzarli nel merito verificandone l’effettivo riscontro. Altra fallacia logica, sottintesa, ravvisabile nel suddetto dialogo tra amici al bar è il ricorso al ”principio d’autorità”, ovvero il tentativo di giustificare la propria tesi affermando che è ”vera” solo perché ”l’ha detta lui che è un’autorità nel campo”, evitando, anche in questo caso, di verificare attentamente ogni eventuale riscontro oggettivo a sostegno delle affermazioni rappresentate dalla supposta autorità. Nella discussione di cui sopra, il cameriere del bar, non essendo un astronomo, non viene considerato degno di credibilità da uno dei due amici perchè estraneo ad un determinato ambiente professionale e, probabilmente, sprovvisto anche di titoli accademici e competenze specifiche. Superfluo sottolineare l’ingenuità e la debolezza argomentativa dimostrata dallo scettico ed ipotetico personaggio seduto al bar a degustare forse un aperitivo con il suo amico. Il cameriere, in questo caso, aveva certamente ragione [1].

Pochi giorni fa mi è stato indicato un articolo pubblicato su ”next quotidiano” a firma ”Giovanni Drogo” [2]. Non mi è dato sapere se ”Giovanni Drogo” sia uno pseudonimo usato dall’autore del predetto articolo, a cui forse è piaciuto particolarmente il ”Deserto dei Tartari” di Dino Buzzati (di cui il personaggio ”Giovanni Drogo” è protagonista), o se sia il suo vero nome.

In questo articolo, che Drogo ha scritto prendendo in esame alcune dichiarazioni fatte dal parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini inerenti al delicato e complesso tema della ”sperimentazione animale”, vengo citato all’interno di affermazioni che ritengo meritino chiarimenti:

”Ma che cos’è questo rIcerCare? Si tratta di un progetto che fa parte di I-CARE NETWORK, una rete internazionale di associazioni animaliste che “ha deciso in modo autonomo di attivarsi in prima persona per fare informazione sulla ricerca scientifica”. Ricercare raccoglie fondi tramite il 5×1000 per finanziare progetti di ricerca. Ma basta fare un confronto tra le – poche – informazioni presenti nelle schede di Ricercare e quelle sui progetti finanziati da Telethon (per i quali viene indicato l’importo) per farsi venire qualche dubbio. Ed è interessante che alla sezione “Studi e ricerche” gli articoli scientifici siano redatti da Alfredo Lio che si fa definire “esperto scientifico” e che sul suo sito scrive: «Come tanti, nella vita coltivo diversi interessi. Uno degli interessi verso cui presto maggiore attenzione è sicuramente quello per il progresso e l’innovazione scientifica». Strano che un “esperto scientifico” sostenga che la scienza è uno dei suoi “interessi” e che non fornisca alcun curriculum. Il motivo sembra essere il fatto che Alfredo Lio in realtà non è un ricercatore (e non risulta nemmeno essere laureato) ma sarebbe un agente di Polizia.”

Innanzitutto, faccio presente che io non sono membro del progetto ”rIcerCARE”, tanto meno sono coinvolto all’interno di I-CARE NETWORK. Questo lo sottolineo solo per opportuna informazione. Tempo fa, dei volontari che aderiscono al progetto ”rIcerCARE” mi chiesero se potevo scrivere degli articoli di informazione divulgativa riguardo alla ”sperimentazione animale” onde pubblicarli sul loro sito. Accettai volentieri. Personalmente, sono una di quelle persone che considerano la conoscenza e specifiche informazioni potenzialmente rilevanti e di interesse sociale come patrimonio e diritto di tutti e non appannaggio di pochi. Inoltre, checchè ne dica questo Drogo o chiunque altro, non mi sono MAI considerato o dichiarato ”esperto scientifico”. L’equivoco nasce da un’intervista che mi è stata fatta nel 2015 durante un evento in cui si manifestava contro l’utilizzo di animali nella ricerca biomedica e tossicologica auspicando la modernizzazione della ricerca scientifica con l’accettazione di tecnologie più affidabili, non invasive ed utili per gli scopi prefissi. In quell’occasione venni invitato, insieme ad altri, a rilasciare alcune dichiarazioni pertinenti ai motivi della manifestazione organizzata. La persona che mi intervistò mi definì nel servizio televisivo che aveva curato ”esperto scientifico”, bontà sua [3]. Ribadisco, non mi considero tale, nella maniera più assoluta. Curiose e singolari poi queste affermazioni:

”Strano che un “esperto scientifico” sostenga che la scienza è uno dei suoi “interessi” e che non fornisca alcun curriculum.”

Quindi, stando almeno al Drogo-pensiero, se vi interessa l’Arte dovete assicurarvi prima di aver seguito un preciso piano studi universitario e presentare, a richiesta, il vostro curriculum. Altrimenti, l’Arte non può essere una materia di vostro interesse. Lo stesso dicasi per numerosi altri casi: vi interessa l’Astronomia? Laureatevi e presentate il curriculum ogni volta che intenderete discutere della materia, altrimenti tacete. Vi interessano le civiltà antiche? Laureatevi in storia o archeologia e presentate il vostro curriculum, altrimenti tornate pure a smanettare su facebook ed ordinare il vostro caffè al bar sotto casa.

Non credo di essere il solo a sorridere divertito davanti a simili asserzioni.

Quale sarebbe il mio errore nel discutere di determinati argomenti? Non essere uno scienziato e non essere possessore di uno specifico titolo accademico.

”Mea culpa”.

Quanto sembrano lontani, e quasi immaginari a questo punto, i tempi in cui alcuni dei più rappresentativi (ed umili) esponenti del pensiero scientifico umano lasciavano in eredità ai posteri alcune loro opinioni in fatto di scienza e società:

”In questioni di scienza, l’autorità di un migliaio di persone non vale tanto quanto l’umile ragionamento di un singolo individuo.” [4]

(Galileo Galilei)

”La scienza può solo accertare ciò che è, ma non ciò che dovrebbe essere, ed al di fuori del suo ambito restano necessari i giudizi di valore di ogni genere.” [5]

(Albert Einstein)

E cosa pensare delle seguenti affermazioni?

”La scienza rifiuta il principio di autorità. Nulla è considerato vero perché “così sta scritto su X”, “così ha detto Y”, nella scienza. L’unica autorità sono i dati sperimentali, nemmeno lo scienziato stesso può considerare se stesso una “autorità” che gli altri non possono discutere. Certo, è consigliabile che prima di mettere in discussione il parere di uno scienziato si siano fatti i compiti per casa … Ma sicuramente è possibile farlo. Non tutti sono scienziati, ma in chiunque può nascondersi uno scienziato. Tanto più che al giorno d’oggi grazie alla rete i dati scientifici possono essere reperiti in modo rapido e gratuito da chiunque. Come regola generale, nella scienza, secondo la lezione platonica, non conta mai “chi” sta dicendo, ma “cosa” si sta dicendo […] L’antiscienza riporta continuamente pareri di “autorità” (vere o più spesso presunte) nel campo, e non accetta che esse siano messe in discussione. “Chi” sta parlando diventa un dato rilevante e addirittura più importante dei dati […] In realtà, se i dati non supportano effettivamente quell’opinione, allora possiamo anche essere imbianchini con la licenza media…”

Mi chiedo se Giovanni Drogo, autore-collaboratore su ”next quotidiano” unitamente a Giulia Corsini (membro dell’associazione favorevole all’utilizzo di animali nella ricerca biomedica e tossicologica denominata ”pro test Italia”) e ad altri ancora, consideri discutibili e non valide le suddette opinioni scritte sul sito di ”pro test Italia” da Alberto Ferrari (altro membro di ”pro test Italia”) [6].

O forse si deve ritenere che i cosiddetti ”pro sperimentazione animale” rifiutino il principio antiscientifico dell’autorità solo quando fa comodo a loro?

Cioè, se siete favorevoli alla ”sperimentazione animale” non avete alcun bisogno di essere possessori di titoli accademici o professionisti di un determinato settore, basta solo che accettiate senza discutere (e ragionare) il verbo di altre persone, come voi, favorevoli alla ”s.a.”. Se invece doveste essere persone scettiche sulla validità dell’utilizzo di animali nella ricerca medico-scientifica ed anche contrarie a questo approccio di ricerca obsoleto sostenendo metodi di prova sperimentale alternativi/sostitutivi più moderni ed affidabili, in questo caso non c’è titolo accademico, esperienza professionale od argomento, per quanto oggettivo e corroborato da numerosi riscontri documentati, che possa sostenere la vostra posizione, almeno secondo i ”pro s.a.”.

Logico. O no?

Quanto ”credibili” possano essere considerate invece le asserzioni del summenzionato Drogo chiunque lo può appurare da sè prendendo, ad esempio, in esame quanto segue. Drogo afferma:

”In realtà la non-predittività del modello animale per l’uomo è una tesi che è stata confutata parecchio tempo fa.” [2]

A sostegno di quanto dichiarato, Drogo rimanda a quanto pubblicato sul sito di un’associazione, o comunque sia un gruppo di persone, come ”pro test Italia”, favorevole alla ”s.a.”.

In realtà, contrariamente a quanto sostenuto dal Drogo, che gli studi animali siano scarsamente predittivi della risposta umana sotto studio è cosa ben nota e largamente documentata nella letteratura scientifica [7-8-9-10-11-12-13-14-15]. Motivo per cui gli studi animali nella ricerca biomedica e tossicologica vengono oggi riconosciuti come uno dei motivi principali, se non il più rilevante, alla base dell’elevatissimo tasso di fallimento rilevato nel processo di sviluppo farmacologico [16-17-18].

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Pertanto, Drogo ed i suoi colleghi di vedute, per quanto mi riguarda, possono anche perseverare a rappresentare grotteschi attacchi ad personam ed altre fallacie logiche come leitmotiv dei loro argomenti.

Io personalmente, preferisco discutere nel merito dei dati ufficiali che, purtroppo per Drogo & co., risultano in definitiva oltremodo inequivocabili ed irrefutabili.

2 gennaio 2018

Alfredo Lio

Bibliografia:

[1] Nasa, gli esopianeti di Trappist-1 a 39 anni luce dalla Terra. ANSA, 22 febbraio 2017. Link: http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2017/02/22/scoperto-qualcosa-oltre-il-nostro-sistema-solare_a8647f10-e3ee-42ae-8f98-2d395aae841f.html

[2] Drogo, G. Paolo Bernini contro Telethon dimostra di non sapere cos’è la ricerca scientifica. Next quotidiano, 19 dicembre 2017. Link: https://www.nextquotidiano.it/paolo-bernini-telethon-dimostra-non-sapere-cose-la-ricerca-scientifica/

[3] La risposta inattendibile del modello animale nella ricerca. Tg amici animali, servizio di Serenella Zedda, 30 gennaio 2015. Link: https://www.youtube.com/watch?v=ROtJWl38N3I&app=desktop

[4] Bourdillon, A, J. (2015) The Science of Science and Quasi-science. J Phys Chem Biophys 5:182. doi:10.4172/2161-0398.1000182. Link: https://www.omicsonline.org/open-access/the-science-of-science-and-quasiscience-2161-0398-1000182.php?aid=54380

[5] Frazzetto, G. Embryos, cells and God. EMBO Rep. 2004 Jun;5(6):553-5. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1299083/

[6] Ferrari, A. Come riconoscere l’antiscienza. Pro-test Italia, 26 dicembre 2012. Link: http://www.pro-test.it/blog/2012/dicembre/26/come-riconoscere-lantiscienza

[7] Wang, S, J. et al. Adaptive design clinical trials and trial logistics models in CNS drug development. Eur Neuropsychopharmacol. 2011 Feb;21(2):159-66. doi: 10.1016/j.euroneuro.2010.09.003. Epub 2010 Oct 8. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20933373

[8] Coleman, R, A. Human Tissue in the Evaluation of Safety and Efficacy of New Medicines: A Viable Alternative to Animal Models? ISRN Pharm. 2011;2011:806789. doi: 10.5402/2011/806789. Epub 2011 Jul 6. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22389860

[9] Schmidt, A. et al. Only humans have human placentas: molecular differences between mice and humans. J Reprod Immunol. 2015 Apr;108:65-71. doi: 10.1016/j.jri.2015.03.001. Epub 2015 Mar 12. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25817465

[10] Parsons, X, H. Directing Pluripotent Human Embryonic Stem Cells Toward Lineage-Specific Cell Therapy Derivatives for Regenerative Medicine. In: Templeton, N, S. Gene and Cell Therapy: Therapeutic Mechanisms and Strategies, Fourth Edition. CRC Press, 20 gen 2015 (pag. 807).

[11] Jackson, S, J. & Thomas, G, J. Human tissue models in cancer research: looking beyond the mouse. Dis Model Mech. 2017 Aug 1;10(8):939-942. doi: 10.1242/dmm.031260. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/28768734/

[12] Esch, E, W. et al. Organs-on-chips at the frontiers of drug discovery. Nat Rev Drug Discov. 2015 Apr;14(4):248-60. doi: 10.1038/nrd4539. Epub 2015 Mar 20. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25792263

[13] Dehne, E, M. et al. The ascendance of microphysiological systems to solve the drug testing dilemma. Future Sci OA. 2017 Mar 31;3(2):FSO185. doi: 10.4155/fsoa-2017-0002. eCollection 2017 Jun. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28670475

[14] Coppola, G. The OMICs: Applications in Neuroscience. OUP USA, 2014 (pag. 300).

[15] Langley, G, R. et al. Towards a 21st-century roadmap for biomedical research and drug discovery: consensus report and recommendations. Drug Discov Today. 2017 Feb;22(2):327-339. doi: 10.1016/j.drudis.2016.10.011. Epub 2016 Oct 29. Link: http://www.hsi.org/assets/pdfs/roadmap-for-research.pdf

[16] Huh, D. et al. A human disease model of drug toxicity-induced pulmonary edema in a lung-on-a-chip microdevice. Sci Transl Med. 2012 Nov 7;4(159):159ra147. doi: 10.1126/scitranslmed.3004249. Link: https://emulatebio.com/wp-content/uploads/2015/06/LungChip_Sci-Transl-Med_2012.pdf

[17] Materne, E, M. et al. A multi-organ chip co-culture of neurospheres and liver equivalents for long-term substance testing. J Biotechnol. 2015 Feb 9. pii: S0168-1656(15)00045-0. doi: 10.1016/j.jbiotec.2015.02.002. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25678136

[18] Mathur, A. et al. Human iPSC-based Cardiac Microphysiological System For Drug Screening Applications. Sci Rep. 2015 Mar 9;5:8883. doi: 10.1038/srep08883. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25748532

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