Se la bufala è di ”butac”

Tempo fa mi è stato segnalato che il vecchio blog che curavo e gestivo era finito sulla ”black list” di un altro blog decisamente conosciuto a livello nazionale. Parlo di ”butac” (acronimo che sta per ”bufale un tanto al chilo”).

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Lì per lì non prestai particolare attenzione a quanto riferitomi. Non ritenevo meritevole di considerazione una simile indicazione. Su quel blog venivano pubblicati articoli che trattavano prevalentemente l’annoso e controverso tema della ”sperimentazione animale”, articoli per la cui stesura collaboravano professionisti del settore medico e della ricerca biomedica. Non mi è noto sulla base di quali dati indicati negli articoli di cui ero autore o co-autore, rigorosamente supportati da riscontro bibliografico (molte volte pubblicazioni scientifiche peer reviewed censite nella letteratura di settore), il gestore di ”butac” abbia ritenuto opportuno considerare quanto riferito da me e dai miei collaboratori come ”pseudoscientifico”.

Ora sono responsabile di un altro blog, quello che state consultando in questo momento. Ancora una volta, mi è stato fatto presente che questo spazio informativo-comunicativo che, così come il vecchio, si avvale dell’inestimabile collaborazione di stimati medici, veterinari e ricercatori biomedici, è stato inserito nella suddetta ”lista di proscrizione” di ”butac”.

Condannato al marchio dell’inattendibilità da un evidentemente portatore di verità assolute, si direbbe. La verità, merce quanto mai preziosa, specie in un’epoca di post-verità.

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Chi è il responsabile di ”butac”?

Risponde al nome di Michelangelo Coltelli, bolognese e di professione gioielliere [1].

Sul suo blog, Coltelli si firma con lo pseudonimo di ”maicolengel”. Di se stesso dichiara: ”Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista”. Un sedicente razionalista che avrebbe dato vita al rinomato blog ”per amore della corretta informazione” , così da poter offrire al pubblico ”informazioni meno faziose”.

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Come nel mio caso, anche Coltelli dichiara di avvalersi della collaborazione di ”valenti collaboratori specializzati in più campi” [2].

(nella foto sotto Michelangelo Coltelli, tratta da un articolo pubblicato su ”BolognaToday.it”) [2]

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Recentemente, ”butac” è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria per via di una querela presentata a suo carico, o meglio a carico dell’autore di uno specifico articolo pubblicato su ”butac”, dal Dr Claudio Pagliara, un medico oncologo di Brindisi [3]. A riportare la notizia alcuni dei maggiori media di informazione e dei più importanti giornalisti di questo paese.

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La solidarietà al blog ed al suo fondatore è arrivata puntuale su social network ed altri spazi di comunicazione del web.

Penso sinceramente che a Michelangelo Coltelli vadano riconosciuti indubbi meriti nell’aver contribuito a fare chiarezza su delle acclarate falsità spesso diffuse con propositi neanche troppo velatamente ignobili. Di questo gli si deve dare atto.

Venendo a noi, incuriosito dai possibili motivi per cui questo signore abbia inteso riportare il blog di cui sono responsabile nella sua ”lista nera” di voci inattendibili e potenzialmente dispensatrici di quelle ”bufale” che lui, stoicamente e con tanta ammirevole passione, cerca di combattere, accostandolo ad altri siti e blog dalla famigerata reputazione, ho deciso di consultare quello che viene pubblicato su ”butac”.

A catturare la mia attenzione è stato un articolo in particolare, per i motivi che illustrerò a seguire.

”I morti per colpa dei farmaci sperimentati sugli animali” [4].

Coltelli prende in esame un post pubblicato da ”freccia45”, associazione che si presenta sul suo sito come ”NO PROFIT costituita per la tutela e difesa degli animali” [5]. Nel post in questione, freccia45 riferisce:

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Il suddetto fondatore di ”butac” sembra non aver gradito molto questo post, infatti dichiara:

”L’immaginetta è davvero becera. Le informazioni che riporta sono corrette, ma totalmente estrapolate dal contesto originale.”

Da qui in poi inizia la sua personale (e discutibile) analisi:

”Partiamo col dire che la maggioranza dei farmaci in vendita è testata sugli animali. Usare il parametro come cartina di tornasole è sciocco: ripetendo il paragone di Salvo di Grazia, è come dire che il 100% degli incidenti è causato da automobili che hanno i freni installati. Secondo questa logica, sembra sensato fare togliere i freni alla propria auto. Capite bene quanto sia stupida una cosa del genere, vero?”

La ”logica” proposta da Coltelli appare fin da subito fallace. Restando nell’esempio da lui stesso indicato potremmo ribadire, in considerazione del dato riferito da freccia45 e di riscontri oggettivi da chiunque verificabili, che il 100% di determinati incidenti sono stati causati ANCHE dall’inadeguatezza di un impianto freni rivelatosi chiaramente inefficiente e difettoso, ragion per cui sarebbe opportuno auspicare non tanto l’abolizione di questo dispositivo di sicurezza dalle automobili circolanti (cosa questa, in effetti, illogica oltre che irresponsabile), ma più che altro l’installazione di un impianto freni più efficiente e sicuro di quello tradizionalmente montato.

Tra l’altro, le persone NON decedute ed ospedalizzate in Europa per gravi reazioni avverse ai farmaci sarebbero in realtà superiori al milione e mezzo indicato da freccia45 nel suo post.

”Maicolengel” cita a sostegno delle sue asserzioni quanto dichiarato a tal proposito da un membro dell’associazione favorevole all’utilizzo di animali nella ricerca biomedica e tossicologica denominata ”pro-test Italia”, Marco Delli Zotti, giovane medico a cui già in passato avevo avuto modo di replicare nel merito dei contenuti presi in esame:

”Il posterino afferma che ogni anno in Europa muoiono oltre 197mila persone a causa dei farmaci sperimentati sugli animali. Sembrano tantissime, ma siamo sicuri che il numero vada così interpretato? Intanto sarebbero da porsi queste domande come fa Pro-Test Italia in un bell’articolo di Marco Delli Zotti:

1. Gli eventi avversi che si sono verificati e hanno causato il decesso della persona sono legati a comportamenti ignoti o bizzarri del farmaco o sono legati ad effetti conosciuti, legati alla farmacodinamica (ossia la modalità con cui agisce un farmaco) e che quindi i medici conoscono?
 
2. Questi effetti collaterali sono dovuti ad un solo farmaco o a diversi farmaci?
 
3. Quale popolazione è maggiormente interessata? Bambini, adulti o anziani?
 
4. Da che malattie erano colpiti questi pazienti? Si trattava di pazienti in terapia cronica per determinate patologie degenerative o di pazienti che avevano assunto occasionalmente un farmaco?

5. Che farmaci sono coinvolti? Principi attivi nuovi o molecole già note?”

Ribadisco, a queste considerazioni del Delli Zotti avevo già replicato in passato, lo farò nuovamente in un altro articolo. Del resto, che gli appartenenti a ”pro-test Italia” abbiano avuto da ridire cose non proprio lusinghiere sul mio conto è cosa ben nota e documentata [6].

Coltelli però una domanda, tanto scontata da sembrare banale, da persona razionale, se la poteva anche porre:

”in che modo le domande di Delli Zotti ridimensionano L’ENTITA’ delle Gravi Reazioni Avverse ai Farmaci (ADRs, acronimo inglese che sta per ”Adverse Drugs Reactions”)?”

Forse un pò troppo scontata come domanda per essere formulata. Ne convengo.

Lo ”sbufalatore” nazionale prosegue nella sua supposta disamina con un infervorato ”j’accuse” a carico degli ”animalari di freccia45” (termine che assume accezione denigratoria e dispregiativa, sovente utilizzato da ”anti-animalisti”) e degli ”animalisti” in generale:

”Il posterino di Freccia45 evita di porle, perché interessa solo causare sdegno e convincere il pubblico della bontà delle loro parole basandosi sulla sola fiducia. A queste persone non interessa proteggere i malati o migliorare le cure sanitarie. Vogliono solo “proteggere gli animali” che stanno tanto a cuore a queste associazioni. Quella degli animalisti è forse una delle lobby che in Italia negli ultimi 20 anni è riuscita davvero a fare danni in tantissimi settori. Hanno dallo loro parte magistrati, giudici, guardie forestali; la politica li lascia fare perché sono voti, quindi intoccabili.”

”Lobby animalista che non si cura dei malati e del progresso medico e che ha fatto danni in tantissimi settori, avendo inoltre dalla sua parte politici, magistrati e giudici…”

Sono parole e toni, quelli usati da Coltelli, alquanto pesanti che si associano ad accuse altrettanto pesanti. Parole e toni particolarmente accesi che sembrano del tutto in linea con quelli usati dai tradizionali oppositori di chi auspica il superamento dell’utilizzo di animali nella ricerca medico-scientifica in favore di tecnologie più moderne ed approcci di ricerca più affidabili, oltre che meno controversi da un punto di vista prettamente etico.

 

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Coltelli conclude il suo articolo dichiarando che in confronto alle morti annuali per malattie cardio o cerebrovascolari quelle causate da reazioni avverse ai farmaci rappresenterebbero una percentuale nettamente inferiore, che in realtà il fatto che i farmaci vengano testati ANCHE su animali ”poco conta” e che anzi tali decessi causati dalle ADRs ”non hanno nulla a che vedere con la sperimentazione sugli animali”, dichiarando anche che queste morti siano occorse ”in alcuni casi per sovradosaggi, in altri per errato uso; in altri ancora, perché il paziente era già malmesso”, citando ancora quel bravo Delli Zotti di ”pro-test Italia” a cui sembra riconoscere una certa attendibilità.

In risposta a Coltelli:

1. 197 mila decessi annui in Europa per gravi reazioni avverse a farmaci possono sembrare una percentuale bassa se paragonate ad altre morti magari secondo il suo personale parere. A me tanto poche, comunque sia, non sembrano.

2. Alla ”sperimentazione animale” non può certamente essere addebitata la totale colpa di questi decessi, anche in considerazione del fatto che l’intero iter di sviluppo farmacologico comprende pure studi di sperimentazione su esseri umani (”trial clinici”, di fase 0, fase I, II e III) successivi a quegli studi preclinici condotti su animali. C’è da precisare che quanto appena detto andrebbe però approfondito meglio per una migliore comprensione dell’argomento. Nondimeno, è irrefutabile che sistemi di ”vaglio sperimentale” più accurati ed affidabili nel fornire dati maggiormente rilevanti per la specie-target (cioè quella umana) potrebbero diminuire sensibilmente il rischio che agenti farmacologici, e chimici in generale, potenzialmente e particolarmente tossici possano danneggiare la popolazione esposta [7].

3. Per amore di discussione, ammettiamo pure che delle 197 mila morti annuali europee per ADRs molte siano riconducibili ad errori di sorta e quindi prevenibili diciamo in una percentuale di… quanto? Il 60-70%? Bene. Per rendere più chiara la magnitudo del fenomeno ”gravi reazioni avverse ai farmaci”, si consideri che nel 2013 uno studio eseguito dall’Uppsala Conflict Data Program (UCDP, Uppsala University) ha calcolato a 37.941 le vittime di guerra registrate in TUTTI i conflitti bellici in corso nel mondo nell’anno precedente [8]. In altre parole, il numero di morti da reazioni avverse ai farmaci non riconducibile ad errori e rilevato nella sola Europa ogni anno (calcolato con previsioni molto, ma molto ottimistiche) sarebbe superiore a quello delle persone decedute in TUTTE le guerre in atto nel mondo nel 2012. Ci rifletta il gioielliere.

4. La ”sperimentazione animale” viene condotta ANCHE con l’obiettivo di scongiurare il pericolo che potenziali farmaci tossici, e quindi pericolosi, giungano alla popolazione generale. Tuttavia, è stato dimostrato che a tale scopo risulta avere potenzialità severamente limitate, per non dire piuttosto scarse [9].

Quindi, che la ”s.a.” non abbia proprio ”nulla a che vedere” con i decessi per ADRs che avvengono in Europa, e più in generale in tutto il mondo, ogni anno, come asserito da Coltelli, in definitiva è… UNA BUFALA.

Ironico. Vero?

Quello che adesso vorrei chiedere al gioielliere ”debunker” Coltelli è:

  • sulla base di cosa, precisamente, considera come ”pseudoscientifico” quanto dichiarato da me e dai miei collaboratori (stimati professionisti della ricerca biomedica e del settore medico) su questo blog?
  • CHI le ha segnalato e suggerito, signor Coltelli, di inserire il mio blog nella sua personale, e denigratoria, ”black list”?
  • Tra i suoi collaboratori, o contatti, per puro caso, figura anche qualche membro di ”pro-test Italia”?

Al di là di tutto, quello che, personalmente, ritengo motivo di profonde e serie perplessità è che tale personaggio, insieme ad altri, sia stato contattato niente meno che dall’ex Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana Laura Boldrini [10]. Questo contatto pare sia stato funzionale ad una consulenza su una non meglio precisata strategia tesa a contrastare tutto quello che queste persone considerano alla stregua di bufale.

Com’è possibile che le più alte cariche istituzionali di questo paese arrivino ad elevare al ruolo di ”consulenti” (se tali debbano essere considerati) individui sulla cui obiettività, imparzialità ed attendibilità si potrebbero esprimere leciti dubbi?

CHI, dunque, alla luce di quanto verificato, può permettersi di stabilire cosa possa essere considerato come ”bufala” e cosa no? Il gioielliere Coltelli? Veramente?

Siamo per caso finiti nell’era dell’orwelliano ”ministero della verità”?

(nella foto sotto Michelangelo Coltelli, tratta da un articolo pubblicato su Repubblica.it) [11]

44

Alfredo Lio

23 aprile 2018

Edit:

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4774

Appunto.

 

Bibliografia:

[1] Il gioielliere cacciatore di fake news. La Repubblica.it, 30 novembre 2017. Link: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/11/30/il-gioielliere-cacciatore-di-fake-newsBologna05.html

[2] Bertossi, E. Il blogger che smaschera le ‘bufale’ online: intervista a Michelangelo Coltelli. BolognaToday.it, 14 aprile 2016. Link: http://www.bolognatoday.it/cronaca/notizie-false-bufale-online.html

[3] Butac.it, sito anti-bufale di nuovo online. Era oscurato per la querela di un medico. Il Fatto Quotidiano.it, 10 aprile 2018. Link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/10/butac-it-sito-anti-bufale-di-nuovo-online-era-stato-sequestrato-per-la-querela-di-un-medico/4284181/

[4] Maicolengel. I morti per colpa dei farmaci sperimentati sugli animali. Butac.it, 20/02/2015. Link: http://www.butac.it/i-morti-per-colpa-dei-farmaci-sperimentati-sugli-animali/

[5] Freccia45. Chi siamo. Link: http://www.freccia45.org/chi-siamo/

[6] Lio, A. Informazione e disinformazione ai tempi della ”s.a.”. Science News Live, 6 aprile 2017. Link: https://alfredolio.wordpress.com/2017/04/06/informazione-e-disinformazione-ai-tempi-della-s-a/

[7] Archibald, K. et al. Barriers to the Uptake of Human-based Test Methods, and How to Overcome Them. Altern Lab Anim. 2015 Nov;43(5):301-8. Link: https://www.aerzte-gegen-tierversuche.de/images/pdf/studien/archibald_2015.pdf

[8] Themne´r, L. & Wallensteen, P. Armed Conflicts, 1946–2012. Journal of Peace Research July 2013vol. 50 no. 4 509-521. doi: 10.1177/0022343313494396. Link: http://jpr.sagepub.com/content/early/2013/06/28/0022343313494396.full.pdf

[9] van Meer, P, J. et al. The ability of animal studies to detect serious post marketing adverse events is limited. Regul Toxicol Pharmacol. 2012 Dec;64(3):345-9. doi: 10.1016/j.yrtph.2012.09.002. Epub 2012 Sep 12. Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22982732.

[10] Barcellona, G, S. Boldrini contro l’odio e le fake news: ”Appello ai cittadini per smascherare le bufale web”. La Repubblica.it, 15 dicembre 2016. Link: http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/12/15/news/boldrini_lancero_un_appello_ai_cittadini_per_per_smascherare_le_bufale_web_-154161688/

[11] Bologna, dissequestrato il sito anti-bufale Butac. Repubblica.it, 10 aprile 2018. Link: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/04/10/news/bologna_dissequestrato_il_sito_anti-bufale_del_web-193471118/

 

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